Scrittura Creativa

Scrittura Creativa: “La Porta dello Spavento Supremo”

La Porta dello Spavento Supremo

Esperimenti di Scrittura Creativa:
i miei Racconti Brevi

“La Porta dello Spavento Supremo”

Un nuovo sole splendeva alto nel cielo, come un grosso talismano dorato in grado di benedire in qualche modo il mio cammino.

Mi sentivo sereno, la paura sembrava essersi fermata all’altra sera, a quando il mio corpo imperfetto di uomo maturo stava consumando i suoi ultimi lancinanti dolori, prigioniero di colpe non solo sue. Ora, il vigore stava lentamente tornando, a dispetto dei segni dell’età, che scivolavano via da me come goccioline asciugate dal sole. Il mio male, le ansie che avevano caratterizzato le mie nottate insonni, l’orrore di morire: tutto era svanito nell’istante esatto in cui chiusi i miei stanchi occhi terreni, per aprire definitivamente quelli intelligibili.

Solevano chiamare questi ultimi anche con l’espressione “occhi del cuore”… Be’, forse non avevano torto: sentivo la mia anima ridere al cielo, come mai prima d’ora, e il diamante nascosto in lei stava finalmente abbracciando la luce, proiettando tutt’intorno dei raggi colorati di pace.

Porta Spavento Supremo

L’anima del protagonista del mio racconto breve: “La Porta dello Spavento Supremo”

 

Ero davvero a mio agio qui, sebbene fosse notevole il contrasto con la realtà nella quale avevo vissuto per cinquantasei anni, tutti più o meno felici, a parte gli ultimi mesi della mia incurabile malattia.

Non avrei mai potuto immaginare l’esistenza di un universo simile: il paesaggio onirico stupiva continuamente il mio sguardo, i colori erano più nitidi e sgargianti, l’assenza di dolore, la calma e la serenità che permeavano il circostante erano pura magia! Inoltre, questa nuova dimensione aveva un nonsoché di familiare, accogliente, materno. Mi sentivo cullato dalla piacevole sensazione di essere ritornato finalmente al punto di partenza, che era allo stesso tempo un punto d’arrivo, che conferiva senso compiuto a tutte le tappe della mia vita di uomo. Giacevo silente e placido come in ventre femmineo, al riparo da tutti gli affanni del mondo. Un’aura magica mi avvolgeva, come un dolce mantello a coprirmi le spalle, e il vento mi sussurrava delicate parole d’amore.

Scrittura Creativa: La Porta dello Spavento Supremo

Scrittura Creativa: l’Immagine di un Nuovo Mondo.

 

In questo idillio non c’era traccia di dissidi, ogni cosa era al suo posto e rispondeva a una logica ben precisa. Infatti, i Quattro Elementi avevano finito di guerreggiare tra loro e avevano maturato un’intesa per coesistere pacificamente. Il merito della loro riappacificazione spettava ad Armonia, figlia di Afrodite e Ares, e moglie di Cadmo, che con la sua seducente bellezza era riuscita per sempre a placare le discordie. Cadmo si ingelosiva molto delle attenzioni rivolte alla sua sposa, ma al contempo non aveva dubbi circa la sua fedeltà. Era ben conscio, del resto, dell’importanza di Armonia per l’equilibrio generale, e aveva imparato col tempo a tollerare gli sguardi bramosi di quei quattro smargiassi nei confronti della sua bella.

 

Cosa ne pensate del mio racconto breve? 
Cosa diavolo sarà questa misteriosa "Porta dello Spavento Supremo"?

 

Dopo aver camminato per un tempo indefinito, tra visioni d’incanto e figure celesti, senza peraltro avvertire la fatica, giunsi davanti alla Porta dello Spavento Supremo, dove avrei avuto l’onore d’incontrare il Grande Giudice.

Sapevo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Tutti coloro che meritavano il privilegio di ammirare con i loro “occhi del cuore” questo splendido spettacolo di terre nuove, dovevano misurare i propri sogni di felicità davanti a Colui che deteneva le chiavi del loro Destino e tesseva il filo logico di ogni libera esistenza. Era un appuntamento ineludibile e ora toccava proprio a me.

Ero abbastanza sicuro della bontà delle mie azioni e in pace con me stesso. L’unica inquietudine che avevo avuto, durante il tragitto, era un pensiero che ricorreva ogni tanto alla mente. Non mi disturbava oltremodo, in fondo era una semplice curiosità, ma dava origine alle più bizzarre fantasie. Mi sarebbe piaciuto dissolvere tale dubbio prima di varcare la Porta dello Spavento Supremo, più che altro per poter gustare appieno l’incontro prossimo a compiersi. Mi domandavo, infatti, come mai si chiamasse proprio così il Palazzo del Grande Giudice, ma, per quanto mi sforzassi, non riuscivo a placare le mie perplessità con una risposta convinta. Infatti, tutt’intorno regnava una calma universale e non si scorgeva alcun segno di turbamento.

C’era una folla immensa radunata davanti alla Porta, ma nessuno sembrava avere fretta. Del resto, il tempo non apparteneva più alle figure e alle cose che popolavano questo paesaggio d’incanto. Comunque, la nota più sorprendente dell’intera situazione stava nel fatto che ciò che si chiamava Porta, era in effetti tale. Voglio dire, il Grande Giudice non abitava in una reggia, un castello o una qualsivoglia sfarzosa dimora, ma risiedeva al di là di quell’uscio gigantesco e misterioso che spuntava d’imperio sopra le teste della moltitudine di uomini accalcata lì davanti, senza che si sapesse nulla di Lui, eccetto il fatto che esisteva realmente.

Dall’esterno, si poteva osservare solo un portone ligneo con un chiavistello in ferro battuto, più adatto a una comune abitazione medievale che a quella del Signore del Tempo, ed esso occupava l’intero campo visivo degli astanti. Una volta giunti in prossimità della Porta, da qualunque punto di vista si guardasse, si coglieva solamente l’immagine totalizzante di un massiccio ostacolo di legno, che non si poteva aggirare, ma solamente affrontare a testa alta, aspettando pazientemente il proprio turno di chiamata.

Porta dello Spavento Supremo

La Porta dello Spavento Supremo

 

E dopo un’attesa non quantificabile e decisamente inavvertita, arrivò il mio momento. Ero ormai pronto per l’ingresso nella residenza del Grande Giudice. Trattenni il respiro e varcai la soglia, con uno sguardo trepidante di mille emozioni. Un brivido di felicità mi solleticava l’animo, dilatando il mio orizzonte percettivo. C’era voluto molto tempo, ma il mio viaggio sembrava essere davvero terminato. L’uscio si chiuse lentamente alle mie spalle, non compiendo il minimo rumore. Mi trovavo al di là della Porta dello Spavento Supremo.

Feci due passi in avanti, però d’istinto mi arrestai, titubante. Provai ancora a muovermi, ma non sapevo più in quale direzione. In qualche modo il mio atteggiamento stava perdendo la sua consueta naturalezza. Del resto, come poteva essere altrimenti? Mi destreggiavo, infatti, in uno spazio buio, privo di forme, in assenza di qualsiasi riferimento, senza capire bene cosa mi stesse succedendo e dove fosse nascosto il Grande Giudice. Sulla serenità dell’attesa era caduta una goccia di cupa incertezza.

Fu proprio allora, in quell’istante di smarrimento, che sperimentai la forza paralizzante dello Spavento Supremo, non ricevendo prima alcun preavviso che potesse preparare il mio animo alla paura ancestrale.

Spavento Supremo Porta

Il quadro descritto nel mio racconto breve ha subito una deformazione: ecco sopraggiungere l’evento dello Spavento Supremo.

 

In un’immensa visione sincronica vidi dispiegata davanti agli occhi, con dovizia di particolari, tutta la mia vita, e mi fu finalmente esplicitato il suo Senso. E allora capii. Capii chi era il Grande Giudice, come mai si nascondesse al mio sguardo e quale fosse il suo insindacabile progetto. Appresi che io e te, lungi dal poterci ricongiungere in questa nuova dimensione, ci stavamo allontanando sempre di più, come due rette incidenti che, incontratesi in un piccolo punto oramai disperso nel tempo, vedevano accrescere a ogni secondo che passava la distanza che le separava, maledicendo la miriade di infiniti piccoli punti che condannava le loro traiettorie alla divergenza più assoluta. In maniera perentoria e definitiva. Per l’eternità.

Una tremenda folgore squarciò l’incanto, e con esso il mio cuore.

La Porta dello Spavento Supremo - Letterariamente SEO

Stefano Airoldi,
specialista di Correzione di Bozze,
alle prese con la scrittura creativa
in veste di autore.

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